Centro Omeopatico Dulcamara

  • MANGINI DR. CLAUDIO - CENTRO OMEOPATICO DULCAMARA
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omeopatia
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Il Centro Omeopatico Dulcamara effettua servizi e propone soluzioni specifiche e immediate per risolvere i problemi dei pazienti.

Per maggiori informazioni sull' omeopatia affidatevi al nostro staff medico, leggi le news inserite per:

  • Metodo Reset Medico
  • Un Caso di Lilium Tigrinum
  • Medicinale omeopatico ha effetti riproducibili in laboratorio
  • Omeopatia in oncologia

METODO RESET MEDICO,
TECNICA DI SEMEIOTICA E DIAGNOSI DINAMICA

METODO RESET MEDICO

TECNICA DI SEMEIOTICA E DIAGNOSI DINAMICA

Il “ metodo reset “ è un metodo diagnostico e terapeutico di primo livello che consente di individuare e correggere le modificazioni delle funzioni automatiche principali: respirazione, alimentazione e postura.Nello svolgimento di ogni funzione automatica sono coinvolti e correlati tra loro diversi apparati con l’obiettivo di mantenere invariata l’omeostasi nelle diverse situazioni di stress.

Modificazioni anche minime delle funzioni che l’organismo umano mette in atto per mantenere condizioni ottimali anche in situazioni di stress, rischiano, in determinate situazioni, di diventare costanti, non reversibili autonomamente né con terapie sintomatiche, tanto da poter influire negativamente sul funzionamento dell’intero sistema e favorire ad uno stato di malattia conclamato.

 

Il “ metodo reset”è un sistema generalista il cui obiettivo è quello di evidenziare le alterazioni nelle funzioni automatiche dell’organismo e correggerle utilizzando tecniche e nozioni specifiche apprezzabili ed utilizzabili nella pratica quotidiana:

a) Metodo Buteyco per la valutazione e correzione della funzione respiratoria

b) GUT SCREENING TEST DELLA FLORA INTESTINALE per la valutazione della situazione microbiologica del digerente e test specifici per il riconoscimento delle intolleranze e delle carenze

c) Test specifici di kinesiologia applicata e di posturologia clinica che permettono d’individuare le possibili correlazioni tra postura e sintomatologia oggettiva.

d) La Microscopia in campo scuro è un valido supporto nella lettura dello stato generale in quei casi di difficile comprensione in quanto permette di monitorare lo stato di salute in tempo reale anche in situazione preclinica, dall’analisi morfologica delle emazie.

Alla base del “ metodo reset” c’è la convinzione maturata dall’evidenza clinica di venti anni di attività dell’equipe del Centro Dulcamara e supportata dal confronto positivo con specialisti dei singoli settori: soprattutto nel paziente affetto da una patologia cronica risulta utile e spesso necessario valutare l’efficienza delle funzioni automatiche in toto e non solo di quelle collegate al quadro sintomatologico emergente, al fine di scegliere gerarchicamente come resettarle, utilizzando di volta in volta un modello strategico suggerito dalla situazione attuale del paziente e dalla esperienza clinica del terapeuta.

 

Il metodo viene definito di primo livello in quanto non è sostitutivo delle valutazioni semeiotiche e delle tecniche diagnostiche strumentali convenzionali; inoltre ha il vantaggio e l’obiettivo di permettere in tempo relativamente breve di evidenziare i sintomi conseguenti ad una funzionalità insufficiente e di correggerli operando un reset della stessa prima che si cronicizzi . Nelle situazioni di patologie più gravi, in cui questo intervento non possa per aspetti clinici e condizioni del paziente ottenere un ristabilimento completo del quadro clinico, si otterrà comunque un miglioramento dell’ efficienza delle funzioni, favorendo così la sensibilità ad una terapia adeguata di secondo livello .

Un esempio tipico è quello del paziente affetto da cefalea ricorrente, grande consumatore di analgesici e gastroprotettori, sottoposto spesso a numerosi esami strumentali che non riescono a fornire fino in fondo elementi utili alla terapia: in questa tipologia di paziente altrettanto spesso si possono ricercare con tests muscolari kinesiologici per esempio un deficit della funzione digestiva con marcata intolleranza ad uno o più alimenti, e/o un deficit della funzione posturale causata da un precontatto dentale.

Il reset della funzione digestiva con una dieta adeguata priva degli alimenti a cui il paziente è “intollerante “ oltre al reset della funzione posturale effettuato per esempio con un bite diagnostico ed il successivo intervento specialistico possono portare alla riduzione od alla scomparsa della sintomatologia in tempi relativamente brevi con miglioramento anche dei parametri della funzione respiratoria spesso alterati in queste situazioni di disarmonia posturale.

Il mantenimento dello situazione di omeostasi può essere facilmente mantenuta monitorando l’efficienza delle funzioni con i vari tests consigliati nel metodo che tra l’altro hanno il vantaggio di essere facilmente eseguibili di basso impatto economico per il paziente.

 

GLI STRUMENTI

Il RESET DELLA RESPIRAZIONE: IL METODO BUTEYKO

Per raggiungere e mantenere uno stato di salute e wellness ed operare un buona opera di prevenzione è necessario che venga mantenuto una giusta proporzione tra ossigeno ed anidride carbonica; un eccesso di respirazione causa un esaurimento delle riserve di anidride carbonica, e livelli bassi di anidride carbonica nell'organismo provocano delle contrazioni dei vasi sanguigni ed una mancanza di ossigeno nei tessuti. Il dr. Buteyko, medico russo che per primo si è occupato di questo aspetto ha raccolto e collegato in un quadro logico ed unitario le varie informazioni sui danni prodotti dall'eccesso di respirazione (iperventilazione), che provoca una perdita eccessiva di CO2 . In mancanza di CO2 l'ossigeno non può passare dal sangue ai tessuti (effetto Verigo-Bohr). L'anidride carbonica (CO2) non è soltanto un gas di scarto ma è indispensabile per molte funzioni nell'organismo umano; è tra l'altro indispensabile per consentire il passaggio dell'ossigeno dal sangue alle cellule dei tessuti; in assenza di CO2 questo passaggio non avviene (effetto Verigo- Bohr scoperto fin dal 1900). E' indispensabile quindi che nell'organismo vi sia la quantità giusta di CO2. Una respirazione eccessiva, profonda e rapida, provoca, con l'espirazione, una perdita eccessiva di CO2, e questa perdita provoca a sua volta degli scompensi nell'organismo. Alla perdita eccessiva di anidride carbonica segue una serie di meccanismi difensivi con i quali l'organismo cerca di impedire che la perdita di CO2 arrivi a livelli incompatibili con la vita. Questi meccanismi difensivi sono erroneamente scambiati per malattie da combattere e contro di essi, anziché sulla causa originaria dello squilibrio (e cioè la perdita eccessiva di CO2) viene concentrata la terapia. .Gli effetti dell’iperventilazione sono molto frequenti in quanto favorita da stress e vita sedentaria e iperalimentazione

Il dott. Buteyko ha successivamente ideato alcuni test per valutare il livello d’iperventilazione ed una serie di esercizi per poterla correggere.

Nel metodo reset vengono utilizzati test diagnostici e gli esercizi più importanti per la correzione del deficit

 

IL RESET ALIMENTARE:LE DIETE MIRATE, IL REGIME OLOPROTEICO

Eccesso di alimentazione ed abitudini errate l’industrializzazione del cibo ed il suo inquinamento sono ormai per tutti causa principale della perdita dello stato di salute, è ormai accettato da tutti che malattie cardiovascolari e tumori sono conseguenze di questi fattori. Il funzionamento del digerente ed in particolare dell’intestino tenue e del colon è acclarato essere fondamentale per il raggiungimento ed mantenimento dell’equilibrio omeostatico .Se la flora batterica intestinale è perturbata, le sostanze tossiche ristagnano ed il potere di selezione dei nutrienti diminuisce provocando come conseguenza il riassorbimento delle tossine stesse .quando il sistema immunitario enterico viene costretto ad intervenire con troppa frequenza può succedere che si verifichino reazioni crociate con tessuti dell’organismo dando luogo a varie forme di patologie Evidente espressione della correlazione tra alimentazione, apparato digerente e resto dell’organismo sono le manifestazioni cliniche legate al fenomeno dell’intolleranze alimentari; il reset del digerente non può che avvenire convincendo il paziente a seguire regimi dietetici adeguati e suggeriti dalla valutazione semeiotica e kinesiologica che tiene conto sia della sindrome da intolleranza alimentare che delle cliniche osservazione e consequenziali suggerimenti .Il GUT SCREENING TEST permette di evidenziare il funzionamento della parte digestiva vera e propria che della flora batterica oltre a valutare la presenza di elementi patogeni a bassa carica come batteri funghi e parassiti . La dieta Kousmine, la dieta ipotossica, la dieta alcalinizzante, la dieta rest,la dieta oloproteica, sono i regimi dietetici alimentari considerati utili e suggeriti per un rapido ed efficace reset della funzione alimentare oltre ad una corretta integrazione

 

LA VALUTAZIONE POSTURALE

La Posturologia, disciplina risultante dalla somma e dal contributo di molte diverse discipline manuali e non, studia gli adattamenti del corpo ai cambiamenti che avvengono nei diversi periodi della vita per migliorarli, sia per alleviare quadri patologici ed algici in caso di disadattamento significativo sia per incrementare una prestazione fisica lavorativa o sportiva. L'esame della postura va condotto utilizzando le correlazioni sistemiche funzionali dello organismo. L'esplorazione del Sistema Posturale Globale é un esercizio di intelligenza in cui possono sommarsi dati e osservazioni di plurima provenienza (dall’anamnesi al ricorso ad ausili diagnostici strumentali), oltre ovviamente al confronto con una "norma" posturale media. La legge della variabilità indispensabile, proveniente dalla cibernetica, afferma che in qualsiasi sistema, sia esso umano o costituito da macchine, a parità degli altri fattori, sarà l'individuo con la gamma più ampia di reazioni a poter controllare il sistema; in aderenza a questa legge l'approccio sistemico, integrato con una o più buone conoscenze specialistiche, é sicuramente vincente: lo spettro di valutazioni é il più ampio possibile e discende continuamente dallo specifico al generale e dal generale allo specifico invece che soffermarsi solo ed unicamente su un singolo ambito specifico. Non é raro, anzi é frequente, che chi abbia adeguate conoscenze posturologiche osservando un sottosistema posturale corporeo capisca già lo stato degli altri: ad esempio la valutazione dell’appoggio plantare permette di ipotizzare come sia l’occlusione dentaria e viceversa.Tests di kinesiologia applicata aumentano notevolmente le possibilità di diagnosi e correlazione sistemica nella valutazione posturale.

Nel metodo reset vengono utilizzati i concetti principali della posturologia e le applicazioni kinesiologiche discriminanti per la diagnosi e l’eventuale reset .

 

 

LA KINESIOLOGIA APPLICATA

 

La kinesiologia Applicata è una disciplina diagnostico-terapeutica che unifica le conoscenze e le applicazioni di diverse Discipline e tecniche corporee.

La scoperta della K. Applicata si deve a George Goodheart il quale, per primo, ha messo in relazione i muscoli ed il loro funzionamento con gli organi interni. I primi studi risalgono agli anni 60; da allora la tecnica è stata “affinata e modificata” sino ad arrivare all’attuale che consiste in un test neuromuscolare che, sulla base della contrazione/rilasciamento dei muscoli, valutati seguendo una specifica metodica, permette di “saggiare” alcune funzioni dell'organismo.

E’ comunemente riconosciuto che lo stato di salute viene mantenuto per effetto dell’equilibrio di tre fattori:

1. la STRUTTURA (anatomia)

2. la BIOCHIMICA (fisiologia)

3. la PSICHE e la SEMEIOTICA NEUROLOGICA.

 

Un’alterazione di uno dei tre fattori causa malattia. La Kinesiologia applicata si occupa prevalentemente del primo fattore, ossia della STRUTTURA, che influenza e viene influenzata sistemicamente dagli altri due. Ad esempio, stress psichici possono causare una rigidità muscolare a livello cervicale e questa, a sua volta, può modificare, nel corso del tempo, la struttura del rachide; a quel punto una struttura alterata può provocare a sua volta effetti e modificazioni psico-emotivo-neurologiche ed aumentare inoltre la rigidità locale, ma anche provocare alterazioni a cascata su funzioni, apparati, sistemi anche se anatomicamente ed apparentemente non collegate.

La Kinesiologia applicata mette in correlazione malattia e tensioni o debolezze e lassità muscolari, arrivando a collegare forme e discipline generalmente considerate antitetiche ed incompatibili, appartenenti a paradigmi diversi quali i canali di energia dei meridiani della medicina tradizionale cinese e l'attivazione/inibizione dei fusi neuromuscolari della fisiologia occidentale.La Kinesiologia Applicata è una disciplina tecnica che impiega il test della forza muscolare per evidenziare ed infine riequilibrare squilibri anatomici, fisiologici, psicologici, neurologici ed infine, seppur non accettati dalla scienza come tali, energetici,.

Il test muscolare è , secondo questa disciplina, il “codice” per interagire con il corpo: l’importante, come dice Goodheart, è porre la domanda giusta nel modo giusto. Ciò premesso, possiamo definire la K.A. come una tecnica per ottenere informazioni e per valutare i problemi dell’individuo siano essi lesionali, funzionali o emotivi. I muscoli scheletrici vengono, quindi, usati quali indicatori dello stato di salute/malattia

Il dr G. Goodheart ha elaborato la sua tecnica “fisiologica” basandosi sulla valutazione e misurazione di uno o più muscoli come deboli o forti: nella maggior parte delle tecniche fisioterapiche il massaggio è rivolto a decontrarre le zone corporee in cui vi è contrazione muscolare e quindi presenza di dolore con l’obiettivo di ridurre la sensazione algica, ma è esperienza comune vedere ricomparire il dolore nonostante gli sforzi per comprenderne l’origine. Goodheart notò che massaggiando i muscoli collegati a quello dolente, individuati seguendo le catene muscolari, il dolore scompariva e difficilmente si ripresentava. Insistendo trovòc he vi sono anche collegamenti oltre che tra muscoli ed organi, anche tra muscoli e denti, tra muscoli e cibo, tra muscoli e psiche. Il meccanismo di collegamento tra muscoli ed organi può essere spiegato con le connessioni tra vene, arterie, terminazioni nervose, atteggiamento posturale riflesso, decorso energetico dei meridiani e vasi linfatici. Risulta quindi essere un’ottima tecnica di reset ed è per questo che nel metodo reset vengono utilizzati i test e le manovre correttive principali applicabili alla valutazione dell’efficienza delle funzioni organiche.

 

LA MICROSCOPIA IN CAMPO SCURO, LA VERA PREVENZIONE

 

La microscopia in campo oscuro è una metodologia di studio delle cellule del sangue per mezzo di un microscopio particolare: l’immagine, che può essere in microscopia o in nano microscopia, così ottenuta può essere proiettata a video ed immagazzinata in un computer per essere successivamente confrontata con modelli di riferimento da appositi programmi.

La microscopia in campo oscuro permette una visione morfologica molto significativa.

La forma, la dimensione ed il comportamento delle cellule del sangue possono essere indicative per lo studio dinamico della biologia dell’organismo.

Per verificare lo stato di salute si possono vedere lo stato di discrasia, lo stato delle membrane, il livello di ossigenazione delle emazie, i danni causati dall’eccesso di radicali liberi.

E’ possibile anche la ricerca di microrganismi particolari quali micoplasmi, muffe, protozoi, miceti e lieviti che non vengono normalmente considerati nelle analisi convenzionali ma la cui presenza spesso è la causa di situazioni di difficile risoluzione .

Risulta quindi essere una metodica diagnostica dinamica sensibile alle variazioni terapeutiche in tempo reale ed utile quindi per monitorare i progressi od i fallimenti terapeutici, una tecnica veramente efficace in un’ottica di prevenzione in quanto le modificazione morfologiche del sangue precedono sempre lo stato clinico oggettivo.

UN CASO DI LILIUM TIGRINUM

Dott. Claudio Mangini, Medico 

Donna di 38 anni, molto carina, bionda, abbronzata, ben proporzionata, conscia delle proprie caratteristiche, vestita in maniera molto fine ed accurata.

“È un periodo che sono molto stanca, sto lavorando molto, ho una bimba piccola, dormo molto poco, un po’ per colpa della bimba, un po’ perché ho perso l’abitudine al sonno e non riesco più ad addormentarmi. Sono anche un po’ nervosetta, di solito mi sveglio verso le tre di notte.

Mio marito dice che sono isterica, ma lui ha poco da dire, non mi aiuta mai in niente o, se lo fa, lo fa con i suoi tempi, cioè sempre in ritardo. Io credo di essere abbastanza equilibrata, se non mi stressano troppo. Certo, se mi arrabbio non ce n’è più per nessuno. Mi si addormentano le mani e le braccia, mi formicolano tutte, di notte, quasi sempre a destra, a volte invece mi sento formicolare dal vertice del capo al braccio”.

 

Le chiedo come funziona l’apparato digerente.

“Appetito normale, non mi pare di avere una gran fame, mangio un po’ di tutto, mi pare di avere qualche problema quando vado in pizzeria, quando mangio pizza e birra poi mi sento molto gonfia e pesante, per il resto digerisco bene, l’intestino è regolare, da un po’ di tempo soffro di emorroidi che a periodi mi danno parecchio fastidio, mi bruciano dopo che sono andata di corpo e a volte sanguinano. Prima delle mestruazioni tendo a gonfiarmi e a trattenere liquidi, divento molto nervosa. Una settimana prima ed una settimana dopo il ciclo ho un dolore al seno molto forte, trafittivo. Le mestruazioni tendono ad anticipare di sei giorni. Da qualche anno sono diventata molto calorosa, in passato a volte andavo a dormire con il capotto. Ho un mal di gola cronico, non capisco se è ansia od una irritazione cronica”.

 

  Le chiedo del suo lavoro.

“Il lavoro è praticamente la mia vita, lavoro tantissimo, tengo molto alle mie clienti, voglio che parlino bene di me, però nonostante mi pare vada bene, ho sempre la sensazione di non farcela, di non guadagnare abbastanza. Cerco sempre di migliorarmi, ma ho la sensazione che non riuscirò mai a diventare ricca, l’unica è che mi trovi un amante ricco che mi mantenga almeno i vizi”.

 

  Le chiedo se ha altre preoccupazioni od ansie.

“Ho molta paura delle malattie, se ho un sintomo devo subito chiamare il dottore e farmi tranquillizzare, perché un po’ mi viene paura di morire ed un po’… se mi ammalo, come faccio con il lavoro?”.

 

Le chiedo della sua vita affettiva.

“Ultimamente non va molto bene, mi sembra di avere sulle spalle tutto il peso della famiglia. Mio marito non mi aiuta e siamo in lite. Non mi lascia uscire neanche con le mie amiche, insomma, lavoro tutto il giorno, faccio la madre, e non posso neanche uscire con chi mi pare, non dico sempre ma almeno una volta ogni tanto. Eppure non l’ho mai tradito perché mi sentirei troppo sporca. Ultimamente lo vorrei proprio fare, ma poi lo so che mi verrebbero dei sensi di colpa tremendi. Non tanto verso mio marito, ma avrei paura di essere punita da Dio. Inoltre di fatto io sono assolutista, nel senso che qualora avessi un amante non sopporterei di dividerlo con un'altra persona. Se uno mi ama deve stare con me e basta e mi deve dimostrare che mi ama. Sono gelosissima, potrei fare delle scenate. Inoltre vivere in una situazione di peccato mi fa stare male. Insomma la risultante è che non cerco un amante ma un altro marito (dice ridendo), più ricco e gentile e più adulante di quello smidollato che ho adesso, magari un libero professionista, un avvocato, un dottore, lei per esempio cosa fa stasera? Scherzo naturalmente… (ma non troppo)”.

 

  Le chiedo se sogna e cosa sogna.

“Faccio molti sogni sempre piuttosto intensi, sogno spesso di persone morte e mi dà fastidio sognarle. Ogni tanto sogno serpenti, ultimamente che non ho molti rapporti con mio marito, sogno uomini, non proprio sogni erotici ma si capisce che vorrebbero essere tali”.

 

Continuando a parlare mi racconta che è molto severa con le sue dipendenti, è molto attenta sul lavoro, scrupolosa e maniacale e di conseguenza pretende le stesse cose dalle sue lavoranti. È molto attenta ai soldi, non è avara, ma insomma… “si fa fatica a guadagnarli”. Mi racconta che è molto disponibile con gli amici, di quei pochi di cui si fida, perché tutti si fanno gli affari loro. Ma se qualcuno le fa un torto, non dimentica e gliela fa pagare.

Secondo la classificazione proposta da Masi, ritengo la paziente una lesionale lieve, considerata la presenza del quadro emorroidario e la sintomatologia laringo tracheale.

Mi aspetto, dopo la prescrizione del rimedio, un aggravamento abbastanza rapido dei sintomi fisici descritti, seguito da un altrettanto rapido miglioramento fino alla guarigione.

La paziente presenta inoltre un atteggiamento mentale che penso di poter definire psoro-sicosico.

 

Evidenzio dal racconto i seguenti temi, espressione peculiare dello stato di sofferenza del paziente (quello che si deve curare), da cui individuare i sintomi omeopatici per l’analisi repertoriale e che in qualche modo devono essere rappresentati nelle patogenesi del rimedio scelto:

  • Irascibilità, capricciosità
  • Iperattività
  • Preoccupazione per il lavoro
  • Preoccupazione per la posizione sociale
  • Paura della morte e della malattia
  • Necessità di essere al centro dell’attenzione
  • Gelosia
  • Dittatorialità
  • Falsa percezione di avere la responsabilità di tutto
  • Eccessiva preoccupazione per l’aspetto esteriore, ricerca del bello
  • Morbosa sessualità vissuta come peccato
  • Ipercriticità
  • Sospettosità
  • Vendicatività
  • Parestesie
  • Emorroidi
  • Calore

 

Prescrivo  Lachesis 200CH, convinto dall’atteggiamento seduttivo, aggressivo e vendicativo della paziente, trascurando alcune tematiche che mi avrebbero potuto guidare immediatamente alla prescrizione più corretta. Inoltre, decido di non effettuare immediatamente un’analisi repertoriale approfondita, ma mi limito soltanto ad una verifica parziale di alcuni sintomi.

Propongo anche alla paziente una dieta priva di lievitati, ai quali ritengo sia intollerante, considerata la sintomatologia ed i test kinesiologici.

 

  Torna dopo due mesi.

“Sono stata abbastanza bene, mi sono tranquillizzata un po’, nel senso che sono meno nervosa, per cui tutto mi sembra meno fastidioso, mi sono un po’ rappacificata anche con mio marito, che devo fare… me lo devo tenere. Stando attenta alla dieta, in effetti mi sono un po’ sgonfiata e le emorroidi sono migliorate. Non ho più avuto i formicolii notturni. Però direi che sono solo un po’ più rassegnata. Beh, ho dormito un po’ di più e sono un po’ meno stanca”.

Nonostante il racconto positivo della paziente, ritengo che la prescrizione non sia corretta, in quanto non si è verificato il previsto aggravamento tipico del lesionale lieve.

Decido, quindi, di non prescrivere ulteriormente e di aspettare l’evolversi degli eventi.

 

  Ritorna dopo altri due mesi.

“Piano piano la situazione si è deteriorata, è tornato un po’ tutto come prima, ho litigato furiosamente con mio marito per via della sua gelosia, sono arrabbiatissima con tutti quelli che mi capitano a tiro, soprattutto le mie dipendenti. Anche le emorroidi sono peggiorate, ed in più mi sono venuti dei forti dolori di pancia… È per questo che sono tornata. Non capisco cos’ ho”.

A questo punto eseguo un’analisi repertoriale che rispecchi il più fedelmente possibile l’evidenziazione dei temi emersi dal racconto. Decido quindi di prescrivere  Lilium tigrinum, in quanto le tematiche emerse dal racconto sono sovrapponibili alle tematiche delle Liliacee, ed in particolare di  Lilium.

 

Lilium tigrinum 200CH gtt

5 gtt 1 volta al dì per una settimana

 

Ritorna dopo un mese.

“Per circa dieci giorni sono stata anche peggio, i dolori non mi passavano, le emorroidi bruciavano, però mi pareva di essere meno irritabile, bisognerebbe chiederlo agli altri. Ora sto decisamente meglio. Non sono più arrabbiata e, cosa strana per me, sono molto meno preoccupata del lavoro. Mi sembra che le cose non vadano poi così male. Non disprezzo più mio marito perché non guadagna abbastanza, facciamo quello che possiamo, ma poi non stiamo così male. Le mie dipendenti sono più contente. Le emorroidi sono rientrate quasi del tutto. Da 15 giorni circa non sono più stanca, anzi ho un sacco di energia e voglia di fare. Non ho più avuto formicolio al braccio, di notte dormo bene e sono riposata al mattino”.

Non cambio la prescrizione, non le do appuntamento, ma le dico assumere 10 gocce del rimedio quando le sembra che sia necessario (ritorno di sintomi) e di avvertirmi. A distanza di due anni circa, ho sentito solo telefonicamente la paziente che m’informava del perdurare dello stato di salute.

Il rapido aggravamento dei sintomi fisici ben sopportato dalla paziente, seguito da un altrettanto rapido e deciso miglioramento, suggerisce la correttezza della prescrizione; la durata nel tempo dell’effetto benefico ne dà la certezza, come nel caso appena considerato.

 

 

 LILIACEE , NOTE DI MATERIA MEDICA

Il Lilium tigrinum ,  e’ una  specie  del  genere lilium  , della famiglia delle  liliacee,che comprende  piante originarie dell’ Asia e   del Nord America; il genere comprende circa 80  specie di piante che presentano un' altezza che varia  1,20 a 2 mt. , piante dotate di bulbo a scaglie imbricate, disposte intorno ad un disco centrale, da cui originano inferiormente le radici, e superiormente lo stelo.
La  famiglia che deve  il suo nome al genere  Lilium ,e’ una delle famiglie più vaste delle Monocotiledoni, composta infatti da circa 240 generi con un numero di specie fra le 2.000 e le 4.000 unità.

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 Nonostante la discordanza di aspetti delle piante appartenenti alla famiglia , possiamo osservare in questa numerosi punti  comuni, che vanno dallo stesso carattere morfologico delle piante all’utilizzo terapeutico che ne è stato fatto nei secoli, alle caratteristiche abitative, comportamentali e soprattutto all’esaltazione dell’aspetto estetico, ornamentale, correlato alla particolare soavità dei profumi. Le  piante perenni ed erbacee, possono essere   rampicanti o  legnose,condividono le seguenti caratteristiche: una grossa radice bulbosa (rizoma o bulbo), immersa nel terreno- che contiene  quasi sempre zolfo organico; prediligono un habitat  umido,- temperato, ombreggiato, ma mai intriso di umidità per ristagno dell'acqua tranne l'Helonias, che vive nelle paludi; tutte le piante tendono ad avere un aspetto esteticamente importate ,i loro fiori oltre ad essere molto eleganti ,e sontuosi sono anche molto profumati. Dispongono di un   apparato riproduttivo semplificato  che  assicura una- moltiplicazione facile e rapida per impollinazione o per moltiplicazione asessuale della pianta si evidenzia nella loro struttura  la ripetizione del numero sei (numero degli stami) e del numero tre-(pe res.l'ovario è generalmentea tre loculi.

 Il dualismo radice( grossolana semplice nel funzionamento ,puzzolente )/fiore( maestoso, soavemente profumato ,molto fine e delicato ) è stato messo in relazione con la polarità peccato/purezza. A queste piante sono state attribuite   qualità infere, proprio per questo sviluppo sotterraneo, correlate alle passioni (dato anche il particolare sviluppo sessuale), alla protezione da malefici (il Colchicum era una pianta delle streghe,  Veratrum è la pianta della pazzia, l'aglio è stato considerato un talismano contro i vampiri e le streghe), eppure nel fiore c'è l'aspirazione celeste, alla purezza. Questa dinamica terra/aria, si ritrova anche nella simbologia dei numeri tre (purificazione, illuminazione, congiunzione con Dio) e sei (opposizione delle creature al Creatore). L'odore forte e profumato del fiore ma anche della radice che emana un odore amarognolo, riporta questo dualismo terra/aria.

Dal punto di vista omeopatico ,si evidenziano dall’analisi dei sintomi mentali di tutte le liliacee i seguenti temi comuni mentali ed i seguenti tropismi :

 

Temi comuni:

  • iperattività, ipercinesia alternata ad inerzia
  • disponibilità verso il prossimo alternato ad avversione o paura
  • umore alternante, instabilità, stati alternanti
  • ipersensibilità
  • infantilismo
  • paura di morte e malattia, paura della disgrazia
  • preoccupazione per la posizione sociale
  • confusione mentale  
  • non sopporta critica e contraddizione
  • religiosità maniacale (colpa/beatitudine)
  • bellezza nell’apparenza (armonia nella visione)
  • sessualità intensa
  • rabbia e violenza nell’espressione

 

Espressioni cliniche:

  • su tutte le mucose
  • apparato digerente (soprattutto intestino)
  • apparato respiratorio sup ed inf
  • dolori e sudorazione in punti, spots, localizzati
  • dolori lombari e spinali con stanchezza
  • anestesia delle estremità
  • eruzioni erpetiche, ferite
  • illusioni, avversione ad essere toccati
  • problemi di gravidanza, aborto ecc.

 

 

 I lilium 

Le radici del bulbo sono perenni e non si rinnovano tutti gli anni come succede solitamente nelle piante bulbose, solo i gigli di origine Cinese e Giapponese alla ripresa vegetativa, formano un palco di radici avventizzie sullo stelo sopra il bulbo a fior di terra, contribuendo alla nutrizione delle parti aeree. Le foglie generalmente lanceolate, più o meno strette con venature parallele, sono disposte attorno al fusto eretto, a volte in palchi, solitamente in ordine sparso.

I fiori a volte profumatissimi, sono terminali, spesso riuniti in numerose infiorescenze portate da lunghi steli, con forme e colori diversissimi.

Lilium più conosciuti sono il  Lilium candidum noto col nome di Giglio della Madonna o Giglio di S. Luigi o ancora Giglio di S. Antonio, con corolle bianche intensamente profumate; il  L. martagon e il  L. croceum di origine europea; il  L. candidum e il  L. monadelphum dal medio oriente; il  L. tigrinum e il  L. concolor dalla Cina; il  L. auratum e il  L. logngiflorum dal Giappone e Isole del Pacifico; il  L. nepalense, il  L. regale e il L. speciosum dalle zone tropicali asiatiche; il  L. pardalinum e il  L. canadense provenienti dal Nord America. Alcune specie di giglio come il  L. candidum vengono coltivate anche per le proprietà medicinali, le parti utilizzate sono:

•  Il bulbo, raccolto a fine estate, il decotto ha proprietà diuretiche, emmenagoghe ed espettoranti; per uso esterno utilizzato per cataplasmi emollienti e risolventi su scottature e paterecci; l'infuso si utilizza per impacchi, lavande e gargarismi

•  I tepali dei fiori raccolti a fine primavera, sono astringenti detergenti, e curativi degli eczemi; per uso esterno vengono impiegati per curare piaghe, scottature, come impacchi e irrigazioni

 

lilium tigrinum

Il   L. tigrinum, nelle varietà  splendens e  fortune, è caratterizzato da fiori arancione punteggiati di macchioline nero-brunastre, non produce semi ma si moltiplica grazie ai bulbilli che si formano sullo stelo all'ascella delle foglie.

 Per quanto riguarda i pazienti che necessitano di Lil-t ,il dott. Morrison afferma :  “il rimedio  si adatta specialmente a pazienti con  un profondo conflitto all'interno , tra una natura fortemente sessuale e un lato morale altrettanto forte che, produce un certo tipo di frustrazione che si esprime principalmente attraverso la rabbia. Tale rabbia si manifesta soprattutto con una esagerata irritabilità La paziente,perché piu’ spesso si addice al genere femminile , si offenderà facilmente ,anche se trattata gentilmente  altre volte presenterà uno stato d’animo oscillante tra grande disponibilitaà e irritabilità ed aggressività apparentemente senza motivo  “.

 

“La paziente  Lilium tigrinum può anche avere un grande eccitamento sessuale, sino al punto della ninfomania. Quando supera una certa barriera sviluppa intensa sessualità e non riesce a trattenere questi sentimenti. “

 “Comunque, quando i suoi altrettanto profondi sentimenti morali o religiosi si ripresentano, sente grande rimorso e conseguente depressione. Così dalla materia medica troviamo ‘disperazione religiosa che si alterna a eccitamento sessuale’ oppure ‘pensieri lascivi che si alternano a rabbia “.

“”Inoltre, con la soppressione dell'energia sessuale si presenta una condizione di agitazione con una sensazione eccitatissima o tumultuosa nella testa . La paziente può essere tremendamente affrettata. Molte volte questa fretta è così sconclusionata che la paziente è incapace di realizzare qualcosa di produttivo.”

 Dall’analisi dei sintomi sperimentali e clinici  del rimedio si estrapolano i seguenti principali  temi del quadro mentale del paziente lilium tigrinum , oltre ai temi comuni  a tutte le liliacee:

  • vanità, desiderio di essere al centro dell’attenzione, di essere importante 
  • conflitto tra sessualita’vissuta come peccato  e sentimento  religioso(lussuria e senso di colpa)
  • senso del peso della responsabilità
  • iperattività e fretta(affrettata, si sente come se dovesse fare qualcosa ma non riesce a focalizzare l'attenzione)
  •  confusione mentale, paura della pazzia
  • ipersensibilità e suscettibilità
  • grande irritabilità e /o rabbia furiosa
  • alternanza di stati mentali - lussuria e senso di colpa, furia e rimorso

 

 

 RUBRICHE REPERTORIALI :(da Prisma )

Mente : avversione al divertimento ; ansia per i propri affari  ; ansia per la propria salvezza ;confusione;allucinazione ,di essere diviso in due parti ; allucinazione di avere fatto qualcosa di sbagliato ; paura di cadere , paura del movimento verso il basso , che potrebbe dire qualcosa di sbagliato ; sofferenza ,cerca qualcosa per affligersi ;fretta come da un dovere imperativo ; indifferenza per qualsiasi cosa che viene fatta per lei  ;irritabilità quando le si parla si offende facilmente ,prende consigli come rimproveri ;vuole qualcuno che le parli e la intrattenga ; intraprende molte cose non ne porta a termine nessuna

 

Modalità di aggravamento :

caldo , di una stanza ,movimento ,dopo aborto , per la consolazione ,camminando , stando in piedi , di notte di sera ,dopo le mestruazioni , giacendo sul lato destro.

 

Modalità di miglioramento :

con l’aria fresca,quando è impegnato giacendo sul lato sinistro ,al tramonto , incrociando le gambe sedendosi per quanto riguarda i vari apparati   il Dott . Morrison segnala i seguenti  sintomi chiave :

 

Apparato gastrointestinale:

  • forte desiderio: carne
  • bisogno di defecare ma inefficace (nux-v)
  • bisogno di defecare ma riesce solo ad urinare
  • diarrea al mattino al risveglio
  • sensazione di una massa nel retto, peggiorata stando in piedi
  • emorroidi

 

Apparato urogenitale:

  • iper-sessuale
  • sindrome pre-mestruale con grande irritabilità
  • sensazione gravativa come se gli organi stessero per prolassare attraverso la pelvi (sep, murex, bell, ecc.), peggiorata durante le mestruazioni, peggiorata alla defecazione, peggiorata stando in piedi
  • deve incrociare le gambe per evitare la sensazione che gli organi stiano per cadere
  • prolasso uterino
  • cistite con bruciore uretrale

 

Torace:

  • palpitazioni in gravidanza
  • sensazione di costrizione al cuore come se fosse ‘stretto da una mano di ferro’

 

Estremità:

  • incapace di camminare su un terreno irregolare
  • tendinite

 

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MEDICINALE OMEOPATICO HA EFFETTI RIPRODUCIBILI IN LABORATORIO

È stato appena pubblicato dall’autorevole rivista scientifica “Psychopharmacology” il lavoro “Dose-effect study of Gelsemium sempervirens in high dilutions on anxiety-related responses in mice” (Studio dell’effetto di alte diluizioni di Gelsemium sempervirens su modelli murini di ansia) a firma di ricercatori che operano presso l’Università di Verona, coordinati dal prof. Paolo Bellavite. Oltre a Bellavite, lo studio ha visto come autori Paolo Magnani, Anita Conforti, Maria Elisabetta Zanolin e Marta Marzotto, dei Dipartimenti di Patologia e Diagnostica e di Medicina e Sanità Pubblica. Nell’ambito di una linea di ricerca portata avanti da più di tre anni, si dimostra che alte diluizioni di un medicinale omeopatico (Gelsemium sempervirens) sono capaci di modulare i comportamenti e le risposte emozionali di topi di laboratorio.

 

Senza provocare inutili dolori o stress (tutti gli studi sono stati approvati dal comitato etico) i ricercatori hanno trattato i topi con soluzioni omeopatiche, con farmaci ansiolitici convenzionali e con il placebo costituito dal solo solvente (gruppi di controllo). Dopo una settimana di trattamento, il comportamento animale è stato provato con test detti “etologici”, che inducono un lieve stato ansioso e di paura (ad esempio: stare solo anziché in compagnia, stare in un’area fortemente illuminata piuttosto che in penombra, trovarsi in un ambiente nuovo e diverso dalla normale gabbia di stabulazione) e valutano in modo standardizzato il movimento e le risposte comportamentali dell’animale assegnando determinati punteggi. Dal punto di vista metodologico, è stata introdotta una procedura raramente utilizzata negli studi su animali, vale a dire la “cecità” sperimentale, nel senso che nessuno dei ricercatori conosceva i farmaci che erano somministrati, fino alla fine dei calcoli allorché veniva aperta la busta con i codici. Tutti i test sono stati registrati su DVD e analizzati secondo le più moderne procedure statistiche.

 

Il risultato ha dimostrato in modo rigoroso e inequivocabile, con sei successive e indipendenti ripetizioni su gruppi di 8 animali per ogni farmaco o dose, che il Gelsemium riduce l’ansietà e la paura, in un modo quantitativamente comparabile ai normali farmaci ansiolitici, ma senza provocare alcun disturbo da sedazione (come invece fa il buspirone in quel sistema sperimentale). L’effetto si è visto anche con diluizioni altissime del medicinale, fino alla 30a diluizione centesimale (che significa una diluizione di 10 seguito da sessanta zeri). Tali risultati concordano con quelli di un gruppo dell’università di Strasburgo, il quale ha rilevato che lo stesso medicinale omeopatico ha un effetto diretto sui neuroni del ratto coltivati in piastre di colture cellulari (Venard C e coll. Evid. Based. Complement Alternat. Med 2009, doi: 10.1093/ecam/nep08). È probabile che il meccanismo sia la regolazione della produzione di neurosteroidi endogeni attraverso i recettori glicinergici.

 

La novità principale di questo filone di studi sta nel fatto che sinora quasi tutti i medicinali omeopatici erano stati provati solo sull’uomo (il contrario di quanto succede normalmente nella farmacologia ufficiale, dove la sperimentazione inizia sempre da prove pre-cliniche). Il fatto che funzionino anche su modelli animali indica che non si tratta di un mero effetto “placebo” e che questo tipo di farmacologia delle dosi ultra-basse (e per questo anche prive di effetti tossici) meriterebbe di essere maggiormente indagato e valorizzato. La concordanza delle indicazioni tradizionali del medicinale con le nuove e consistenti evidenze laboratoristiche, da cui emerge anche l’indicazione di un meccanismo farmacologico, va a colmare un divario tra discipline mediche considerate alternative, mentre invece andrebbero considerate complementari e integrabili.

 

Il lavoro di Bellavite e collaboratori su Psychopharmacology è stato condotto grazie ad un accordo paritetico di collaborazione scientifica tra Università di Verona e Laboratoires Boiron. I ricercatori sono privi di conflitti di interesse.

OMEOPATIA IN ONCOLOGIA

Un articolo pubblicato sul numero di febbraio dell'International Journal of Oncology approfondisce una ricerca secondo la quale rimedi omeopatici testati in laboratorio su due linee cellulari di adenocarcinoma e su una linea di cellule sane derivate da epitelio mammario umano (HMLE), hanno evidenziato "elevati effetti citotossici" nei confronti delle cellule cancerose, cosa che non accade nel caso dell'epitelio sano. I ricercatori hanno rilevato che l'azione dei rimedi omeopatici sembra simile a quella del Paclitaxel, un chemioterapico usato per trattare il tumore al seno e che non sono stati riscontrati effetti tossico-degenerativi sulle cellule normali.

L'esperimento e' stato ripetuto almeno due volte per ciascun rimedio testato: Carcinosinum, Conium maculatum, Phytolacca decandra e Thuja occidentalis, tutti alla 30CH. Gli effetti maggiori, riferiscono gli autori, sono stati registrati con Carcinosinum e Phytolacca; nelle conclusioni si sottolinea che "i rimedi omeopatici ultra-diluiti testati in questo studio sono promettenti", anche se naturalmente "sono necessari ulteriori sperimentazioni in vitro", per verificarne gli effetti. Gli stessi studiosi, dell' Integrative Medicine Program della Università del Texas riferiscono che è in corso un progetto atto a valutare, nelle donne, l'azione di rimedi omeopatici ad alte diluizione e adroterapia, in collaborazione con il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica della Università di Pavia. In effetti sperimentazioni recenti condotte dai ricercatori italiani dimostrano che le due terapie hanno comuni target biologici e producono entrambi un incremento delle proteine di regolazione dei cicli cellulari, con up-regulation dei fosfolipidi connessi con l'inibizione apoptosica delle cellule neoplastiche, oltre a non inibire, a differenza di altre procedure antiblastiche, la maturazione ed attività dei linfociti Natural Killer. E' utile sottolineare che l'adroterapia è una particolare forma di radioterapia che non utilizza raggi X, bensì fasci di particelle pesanti definite androni, che, proprio per il loro peso, non deviano, ma seguono un percorso collimato che va dritto sul bersaglio, anche piccolissimo fino a pochi millimetri. Gli studi attuali ci dicono che degli oltre 120.000 pazienti che ogni anno vengono sottoposti a radioterapia, si stima che circa il 5% possa essere curato con i fasci di adroni e, si ritiene, la combinazione con rimedi omeopatici, possa incrementarne fortemente la risposta.

MANGINI DR. CLAUDIO - CENTRO OMEOPATICO DULCAMARA | 12/1, Corso Podestà - 16128 Genova (GE) - Italia | P.I. 02976260105 | Tel. +39 010 8607405   - Cell. +39 335 8095995 | manginic56@gmail.com | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy
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